Luoghi della cultura

Palazzo Universitario

Palazzo Universitario

Entra come istituzione culturale nel comparto nel
1772. Aule didattiche e Uffici amministrativi

L’università di Modena, sorta nel 1175 e, dopo alterne vicende, fondata in via definitiva nel 1678 su iniziativa della Congregazione di San Carlo all’interno dell’omonimo collegio, diventò Università statale per decreto di Francesco III nel 1772. Egli, quindi, ordinò la costruzione di un apposito edificio che ospitasse il nuovo Ente, dal momento che i locali del Collegio San Carlo in cui fu inizialmente ospitata divennero ben presto inadeguati per il numero crescente degli iscritti.

Furono fatti dapprima vari progetti di trasferimento in altre costruzioni già esistenti, come i conventi di S. Domenico, S. Pietro o S. Francesco, un’ala del palazzo ducale, il palazzo del Principe Foresto, ma tutti si dimostrarono non privi di difficoltà sia sul piano pratico che su quello politico. Si giunse quindi alla decisione di costruire ex novo un palazzo universitario, e a questo scopo fu destinata l’area dello Studio e quella attigua di casa Bellencini, di cui si intraprese subito la demolizione.
Il progetto dell’edificio è opera del reggiano Andrea Tarabusi. Sulla facciata, tra il primo e il secondo piano, correva originariamente una fascia poco sporgente, che contiene il fastigio del portale sostenuto da due colonne. Le inferriate del primo piano e del portale sono opera di Giovan Battista Malagoli. Le finestre del primo e del terzo piano hanno coronamento rettilineo, mentre quelle del secondo sono coronate da timpani triangolari, tranne quella centrale, che lo ha ricurvo. L’interno, progettato per risultare molto elegante, ha due cortili interni, separati da un loggiato, con colonne in marmo. Interessante anche lo scalone d’onore con balaustra a piastrini e il vano scala, decorato da stucchi e da lesene che lo dividono in riquadri.