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Sistema Centro Storico

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Entra come istituzione culturale nel comparto nel 1773

Le vicende storiche della città ebbero naturalmente un riflesso su quelle dell'Università, la quale fu costretta più volte a chiudere i battenti, anche per lunghissimi periodi. Una prima volta accadde dopo appena otto anni di vita, allorchè le attività cessarono per oltre venti anni. Alla riapertura, seguirono altri momenti difficili.
Solo con il trasferimento della Corte Estense da Ferrara a Modena (1598) e la conseguente nascita del Ducato di Modena, l'Università pose basi sensibilmente più solide, allargando ed irrobustendo i corsi di insegnamento, che, oltre alle materie giuridiche, compresero Filosofia, Matematica e Medicina. Le brillanti intelligenze di alcuni docenti dettero lustro e prestigio all'Ateneo: per esempio, Bernardino Ramazzini rimane ancora oggi un nome di tutto rilievo nel campo della Medicina del Lavoro. Altri nomi celebri sono quelli di Giovanni Cinelli, docente di Favella toscana, di Michelangelo Fardella, fisico e giurista, di Giovan Battista Boccabadati, giurista e matematico, e del fisiologo Lazzaro Spallanzani. Altrettanto illustri personaggi sono stati studenti della Università di Modena, come l'erudito e storico Lodovico Antonio Muratori ed il commediografo Carlo Goldoni.
Sorte durissima toccò all'Università di Modena all'indomani dell'Unificazione Nazionale (1861).
Una legge nazionale, infatti, suddivise gli Atenei in maggiori e minori, collocando quello modenese fra i minori: i docenti più validi se ne andarono, poiché i loro stipendi vennero decurtati. Gli studenti da 450 nel 1860, scesero a 201 nel 1878.
Finalmente, una legge del luglio 1887 pose fine al decretato status di inferiorità promuovendo l'Università modenese fra le Università maggiori. Il fatto venne salutato con una lapide, ancora oggi esposta nell'atrio della sede centrale.
Alla metà del secolo diciannovesimo presso l'Ateneo modenese funzionavano le Facoltà di Medicina, Scienze, Giurisprudenza, una Scuola di Farmacia, autonoma da Medicina e da Scienze, ed un Corso di Teologia, soppresso nel 1867, allorché passò al Seminario sotto dipendenza del Vescovo.
 
Esistevano anche un Corso di Filosofia, che venne definitivamente trasformato in liceo nel 1861 e la Scuola Superiore di Medicina Veterinaria, la quale incappò in non poche difficoltà, superate nel 1865, grazie all'intervento dell'Amministrazione Provinciale, che ne evitò la chiusura.
 
Altri guai si ebbero nel 1923, l'anno successivo all'avvento al potere del fascismo. L'Ateneo modenese dovette fare i conti con la proposta della sua soppressione, nel quadro di una riorganizzazione delle strutture periferiche dello Stato, che, per Modena, prevedeva anche la eliminazione (poi avvenuta) della Corte d'Appello. La chiusura dell'Ateneo era motivata dal ristretto numero di studenti (800). La proposta non venne osteggiata dalla Federazione provinciale fascista; ciò sollevò le proteste di varie personalità modenesi, perentoriamente invitate al silenzio dal federale Arangio Ruiz.
La vicenda si concluse col declassamento dell'Ateneo modenese a sede di classe "B", con riduzione dei finanziamenti statali e soppressione della Scuola Superiore di Medicina Veterinaria, oltre all'eliminazione del biennio propedeutico di Ingegneria.
Grazie alla costituzione di un consorzio di Enti locali, privati e banche, fu possibile mantenere in vita l'istituzione, con un relativamente basso numero di iscritti, solo in parte rimpiazzati da un accresciuto afflusso di studenti provenienti dall'estero (254 su 825 iscritti nel 1935), che collocarono Modena al quarto posto per numero di stranieri, dopo Roma, Bologna e Padova. Un piccolo numero di iscritti si verificò in occasione dell'attivazione del corso di laurea in Scienze economiche, politiche e sociali, avviato nel 1925/26 e chiuso al termine del successivo anno accademico. La Facoltà di Economia e Commercio sarebbe stata aperta solo nel 1968.
 
L' Ateneo fu collocato fra quelli di categoria "A" col Regio Decreto del 29 ottobre 1936; ciò fu forse da attribuire al fatto che Modena aveva, per la prima volta dopo la breve esperienza del carpigiano Manfredo Fanti, un suo concittadino, il professore universitario Arrigo Solmi, ministro dal gennaio 1935.
 
Fu riattivato il biennio di Ingegneria il cui completamento, con conseguente istituzione di una Facoltà, sarebbe avvenuto solo nel 1989. Gli studenti, tuttavia, non crescevano, anche per l'esodo degli studenti stranieri, in seguito alle vicende internazionali della seconda metà degli anni Trenta. I laureati continuarono ad oscillare attorno al centinaio all'anno, di cui solo una quindicina donne.
 
L'influenza delle vicende del ventennio fascista sull'Università si manifestò con evidenza allorchè l'onorevole Guido Corni, ex federale, già governatore della Somalia, fondò nel 1931 una Scuola di Perfezionamento in Patologia Coloniale, che fu successivamente trasformata in Clinica delle Malattie Infettive Tropicali, unica in Italia, ottenendo riconoscimenti dallo stesso Re. Nel 1936 la Scuola di Farmacia fu trasformata in Facoltà di Farmacia, quadriennale.
Nel secondo dopoguerra, l'Università di Modena ha visto crescere in modo vistoso il numero degli iscritti (da circa tremila nel 1967 a più di seimila nel 1973). Si è arricchita con il completamento della Facoltà di Scienze: nel 1947 dei corsi di laurea in Matematica ed in Fisica, nel 1958 con la costituzione del corso di laurea in Scienze Geologiche e, l'anno successivo, del corso di laurea in Scienze Biologiche. Nel 1970 è stato istituito il corso di laurea in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche. Nel frattempo, la Facoltà di Medicina e Chirurgia è stata interessata da un cospicuo rinnovamento, a seguito dell'apertura nel 1963 del Policlinico che, con le sue Cliniche ed Istituti universitari, ne ha notevolmente accresciuto l'influenza sulla vita cittadina.
 
Accanto al Policlinico, è sorto negli anni sessanta il polo universitario di via Campi, che ha riunito la maggioranza delle Facoltà e degli Istituti scientifici.
 
Nel 1968 è stata inaugurata la Facoltà di Economia e Commercio avviata sulla base di una convenzione con il Comune, la Provincia e la Camera di Commercio di Modena e statizzata nel 1982.
 
Nel 1989 è stato attuato il completamento della Facoltà di Ingegneria. Nacque nel 1999 la Facoltà di Lettere e Filosofia, con il corso di laurea in Lingue e Culture Europee e il corso di laurea in Scienze della Cultura. Nell'anno accademico 2004/2005 ha preso avvio la Facoltà di Bioscienze e Biotecnologie, nella quale è confluito anche il corso di laurea di Scienze Biologiche della Facoltà di Scienze.